Prosegue la situazione critica per quanto riguarda l'inquinamento. La presenza di un anticiclone non favorisce la dispersione degli inquinanti emessi al suolo che quindi tendono ad accumularsi a "livello polmoni". A Varese la centralina di via Copelli ieri ha registrato il tredicesimo superamento conscutivo del limite di legge, fissato in 50 microgrammi di PM10 per metro cubo di aria. Dall'anlisi dei dati dell'ARPA emerge che l'85% delle polveri sono costiutite da PM2,5 e quindi ancor più pericolose se inalate.
Da inizio anno sono trascorsi solo 36 giorni ma quello di ieri è già il 23esimo superamento (ricordo che in un anno è consentito un massimo di 35 sforamenti).
La situazione è anche peggiore sul medio-basso varesotto. Ma nessuno fa nulla di concreto, se non introdurre limiti assurdi di 30 km/h nei centri urbani.
Ecco alcuni punti da ricordare:
1 - le polveri sono cancerogene per l'uomo;
2 - il numero di decessi è proporzionale al livello delle polveri;
3 - in città il principale responsabile è il traffico veicolare;
4
- non esiste un valore limite al di sotto del quale non fanno male. 50
microgrammi rappresentano solo un campromesso tra salute e sviluppo.
5 - il motore emette meno polveri per velocità comprese tra 70-90 km/h (dipende dal modelllo dell'autoveicolo). E' ovvio quindi cercare di far cicrcolare i mezzi su queste velocità ottimali. I limiti vanno introdotti sulle autostrade (come accade in Svizzera) e il traffico deve essere più fluido (limitazione del numero di auto circolanti e modifiche viabilistiche).
Ing. Gianluca Bertoni