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Scritto da Gianluca Bertoni
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venerdì 06 novembre 2009 |
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Nell’ultima pubblicazione
dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (2009), relativa al radon negli
edifici (Who handbook on radon indoor), si ribadisce che il radon è la seconda
causa di morte per tumore ai polmoni, dopo il fumo di sigaretta.
Studi epidemiologici
hanno mostrato una associazione tra esposizione al radon negli ambienti chiusi
e il cancro ai polmoni, anche a livelli di radon relativamente bassi quali
quelli che comunemente si trovano nelle abitazioni.
Il radon è stato
classificato come cancerogeno per l’uomo dalla IARC già nel 1988. In
considerazione degli ultimi dati scientifici l’Organizzazione Mondiale della
Sanità propone di adottare come livello di riferimento 100 Bq/m3 per
minimizzare i rischi per la salute legati all’esposizione di radon all’interno
delle abitazioni. Il livello di riferimento non dovrebbe essere comunque
superiore a 300 Bq/m3 che corrispondono ad una dose annua di
radiazioni ionizzanti assorbite di 10 mSv.
In virtù di queste nuove evidenze
scientifiche e in previsione di una normativa a livello europeo, si consiglia
fortemente di eseguire delle analisi negli edifici situati sul territorio
comunale al fine di verificare i livelli di radon al loro interno. Inoltre per
le nuove costruzioni si propone di eseguire delle indagini preliminari alla
realizzazione dell’edificio per valutare se sussiste un rischio potenziale di
infiltrazione del gas.
Con buona probabilità, in virtù degli studi disponibili
e della geologia della zona, si può affermare che il livello di 100 Bq/m3 verrà
superato nella maggior parte degli edifici.
La presenza di radon
nell’edificio dipende principalmente dalla geologia e dalla costruzione. In
edifici nel cui sottosuolo c’è presenza di radon, presto o tardi il gas
riuscirà a penetrare (bastano delle crepe di assestamento invisibili ad occhio
nudo). Gli interventi per evitare livelli di radon eccessivi nelle abitazioni
hanno dei costi pienamente sostenibili, soprattutto se eseguiti in fase di
costruzione dell’immobile.
Si ricorda comunque che l’attuale
normativa italiana prevede la misura dei livelli di radon all’interno dei
luoghi di lavoro interrati. Per tali ambienti il limite è posto a 500 Bq/m3.
Sarebbe auspicabile che tali controlli venissero estesi a tutti i luoghi di
lavoro perché per la natura del radon è possibile che livelli elevati vengano
riscontrati anche in luoghi non interrati.
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Scritto da Gianluca Bertoni
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sabato 03 ottobre 2009 |
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E' stato pubblicato pochi giorni fa il manuale sul radon all'interno delle abitazioni.
La pubblicazione è in lingua inglese.
Ecco il link diretto: http://whqlibdoc.who.int/publications/2009/9789241547673_eng.pdf
Quello che occorre sottolineare e richiamare all'attenzione delle istituzioni oltre che dell'opinione pubblica, è il seguente passaggio:
As described in the first chapter, the lung cancer risk increases linearly with long
term radon exposure, with no evidence for a threshold. The increase is statistically
significant for radon concentrations even below 200 Bq/m3. Risk estimates from
epidemiological studies of miners and residential case-control radon studies are
remarkably coherent. While the miner studies provide a strong basis for evaluating
risks from radon exposure and for investigating the effects of modifiers to the dose
– response relation, the results of the recent pooled residential studies now offer
a direct method of estimating risks to people exposed to indoor radon without the
need for extrapolation from miner studies (UNSCEAR 2008).
It is recommended to set a national reference level as low as reasonably achievable.
In view of the latest scientific data on health effects of indoor radon a reference
level of 100 Bq/m3 is justified from a public health perspective because an effective
reduction of radon-associated health hazards for a population is herewith expected.
However, if this level cannot be implemented under the prevailing country – specific
conditions, the chosen reference level should not exceed 300 Bq/m3 which represents
approximately 10 mSv per year according to recent calculations by the ICRP.
I valori limite annuali dovrebbero essere fissati a 100 Bq/m3. Dove ciò non sia possibile i livellinon dovrebbero comunque essere superiori a 300 Bq/m3.
In sostanza, nelle nostre zone buona parte delle abitazioni avrebbero problemi di radon elevato e richiederebbero un intervento di bonifica.
Restiamo in attesa, dopo anni, di una normativa che recepisca questi limiti indicati dall'Organizzazione Mondiale della Sanità.
In provincia di Varese c'è stato lo scandalo del pellets radioattivo ma nessuno si preoccupa minimamente degli effetti del radon nelle abitazioni.
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Scritto da Gianluca Bertoni
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giovedì 14 maggio 2009 |
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Venerdì 15 maggio è previsto un incontro con due classi dei geometri di Varese per parlare di Radon, il nemico invisibile che si insinua nelle nostre case.
Il radon è un gas radioattivo di origine naturale che proviene dal decadimento dell'uranio contenuto nelle rocce (e dalle frazioni più fini ottenute da queste rocce, quali sabbie e ghiaie ).
Il Radon sicuramente cancerogeno per l'uomo, così come classificato dalla IARC (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro).
Tuttavia è un nemico facile da eliminare se lo si conosce!
Durante l'incontro i ragazzi apprenderanno come si forma il radon, quali sono le potenziali vie di migrazione e di infiltrazione all'interno degli edifici.
Un tema fondamentale per i geometri del futuro che probabilmente saranno chiamati a progettare sistemi per evitare l'accumulo di radon negli edifici.
Particolare attenzione sarà rivolta alle soluzioni tecniche per evitare l'infiltrazione del gas.Cenni anche ai sistemi di misura e alle tecniche di risanamento.
L'incontro segue quello tenutosi lo scorso 28 aprile sul terremoto in Abruzzo.
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Scritto da Administrator
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venerdì 06 marzo 2009 |
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Incredibile!
Inalazioni al radon a carico del Servizio Sanitario Nazionale!
http://www.termemerano.it/dispatcher.php?idc=62
http://www.termemerano.it/img2/311/fly_radon_1.pdf
Premesso che il radon è cancerogeno di gruppo I (sicuramente
cancerogeno), credo che le seguenti affermazioni si commentino da sole.
Sui presunti effetti benefici della radonterapia:
http://www.gasteiner-heilstollen.com/it/index.php?page=radontherapie_ital.php
tratto dal sito:
http://www.gastein.com/it-centro_benessere-cure_gastein.htm
"La particolarità delle acque termali di Gastein è dovuta al
contenuto di radon, un gas nobile che svolge un effetto benefico sulle
articolazioni e sulle vie respiratorie.
Il Bagno di vapore termale sfrutta l’aria radonizzata della galleria
per combattere con successo le numerose malattie delle vie respiratorie
e per rigenerare l’organismo in maniera ottimale.
Il Centro Cure Termali di Gastein utilizza le virtù terapeutiche
delle acque termali di Gastein, provenienti da 17 sorgenti, per la
balneoterapia, effettuata sotto sorveglianza medica. Il Centro Cure e
Riabilitazione sa coniugare perfettamente l’effetto degli elementi
radon, acqua, calore e altitudine, per ottenere soprattutto nell’ambito
della riabilitazione sportiva risultati a lungo termine."
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Scritto da Gianluca Bertoni
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giovedì 26 febbraio 2009 |
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Il 21 febbraio del 1990 veniva emanata la Raccomandazione 90/143/Euratom sulla tutela della popolazione contro l'esposizione al radon in ambienti chiusi.
Tale raccomandazione si rendeva necessaria in quanto si faceva "sempre più forte la consapevolezza del pericolo dell'esposizione della popolazione al radon in ambienti chiusi".
Il documento fornisce diverse indicazioni tra cui quella di istituire un sistema adeguato per ridurre qualsiasi esposizione a concentrazioni di radon in ambienti chiusi. In questo sistema particolare attenzione dove essere rivolta all'adeguata informazione della popolazione e a una congrua reazione alle preoccupazioni della stessa.
Stabilisce inoltre i seguenti livelli massimi oltre il quale adottare provvedimenti corretivi:
Edifici esistenti - livello di riferimento pari a una dose effettiva equivalente di 20 mSv annui, la quale ai fini pratici, può essere considerata equivalente ad una concentrazione media annua di gas radon di 400 Bq/mc.
Qualora questo livello venga superato si adotteranno provvedimenti semplici ma efficaci volti a ridurre il livello di radon e che laddove siano ritenuti necessari provvedimenti correttivi, la popolazione interessata sia informata sui livelli di radon ai quali è esposta e sui provvedimenti adottabili per ridurre tali livelli.
Edifici da costruire - livello di progettazione pari a una dose effettiva
equivalente di 10 mSv annui, la quale ai fini pratici, può essere
considerata equivalente ad una concentrazione media annua di gas radon di 200 Bq/mc. Qualora questo livello venga superato si adotteranno provvedimenti semplici ma efficaci volti a ridurre il livello di radon.
Dopo 19 anni in Italia non esiste ancora una norma che stabilisca i livelli di radon ammissibili negli edifici, nonostante la pericolosità accertata. Il radon e i suoi prodotti di decadimento (i cosidetti figli del radon) sono stati classificati come cancerogeni di gruppo 1 dalla IARC.
L'Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda livelli di radon non superiori a 200 Bq/mc nelle abitazioni.
Riporto di seguito il link ad un documento redatto da ARPA Veneto sul radon:
http://www.arpa.veneto.it/agenti_fisici/docs/radon/Allegato_6.zip
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